Reviews

Recensioni di "Zorn"

Zorn

(ROCKIT - ITALY)

Le pennellate rosso sangue dell'artwork di "Zorn" provocano una connessione diretta con i mille pezzi della testa di Kurt Cobain, dopo il colpo di fucile. Il grigio del cervello è tutto nella scritta Eva's Milk e pare di essere all'interno di Una stagione all'inferno" di Rimbaud: "una sera ho fatto sedere la Bellezza sulle mie ginocchia. – E l'ho trovata amara. – E l'ho insultata". Andrea è un maledetto dei giorni nostri attraversato da urla ebbre di disperazione e inquietudine asciutta e tagliente, l'ha capito anche l'etichetta tedesca Fuego Records che ha prodotto i ragazzi di Novara. Dieci tracce con un cielo fosco sulle spalle e una testa colma dell'ansia di vivere, feroce quando sorretta da chitarre e ritmica targate Seattle. Nel gioco delle associazioni primeggiano i Verdena ma gli Eva's Milk sono meno criptici, perchè più diretti nei testi, densi di quotidiano precario. In "Soldati dell'aura gioventù" il trio ci trascina verso tentativi di sommossa: "carica le armi fottuta gioventù, hai il mondo dentro agli occhi riprenditi quegli occhi e distruggi la tv". In "E' meglio essere illucidi" si superano, sono invadenti perchè ipnotici, grazie a quel riff di chitarra pronto a schiaffeggiare la stronza di turno che li ha trattati male. "Zorn", in chiusura, è probabilmente il manifesto della band: "tutti persi in quest'Eden, io credevo mi spettasse un cielo". Gli Eva's Milk "giocano dei bei tiri alla follia", Arthur docet.

(SHIVER WEBZINE - ITALY)

La copertina è costituita da un artwork che ben rappresenta lo spirito che pervade l’album: una figura maschile ed una femminile rosse come il fuoco si tengono per mano, sono soli ed il mondo che li circonda è buio, spettrale rischiarato solamente da altri tagli rossi anch’essi. Zorn è un intreccio di sonorità grunge e di testi imbevuti di lirismo, tanto caro a band come i Marlene Kuntz; è uno scrigno nero cristallo che sprigiona tutta la sua forza grazie a canzoni che raccontano i tempi nei quali viviamo, la contemporaneità dello stato umano fatto di debolezze e di spettri. Gli Eva’s Milk ci riportano giù, nel loro limbo infernale e ci inducono a ballare con gli spiriti maligni, bruciando in questa danza funerea le nostre peggiori paure e dichiarando a questo mondo dominato da figure allucinate un messaggio d’amore: “spettro/io t’amerò per sempre”. L’album è buono, è grunge, impetuoso e violento, sia nella forma che nei contenuti e si presta a ripetuti ascolti, nella speranza che l’ascoltatore sappia cogliere anche una certa denuncia sociale che lo contraddistingue.

(ARISTOCRAZIA WEBZINE - ITALY)

E' un platter che va assorbito dopo vari ascolti, se l'aspetto compositivo legato alla musica è fondamentale, sono i testi a dare quello slancio in più a composizioni che grondano di un rosso sangue frutto del dolore di una società priva di una rotta precisa. Vi è un'anima pulsante che serpeggia fra gli episodi esaltandone le qualità, si parli di sbalzi d'umore o della volontà di tramandare un concetto che non si limiti alle solite filastrocche melassose date in pasto al grande pubblico lobotomizzato da parole quali amore, vita e amicizia, frequentemente usate come merce di scambio paragonabile agli storici trenta denari tanto in voga fra i troppi Giuda che popolano o hanno popolato le nazioni della nostra sfera che, incurante, persevera nel proprio ruotare. Se è musica e pensiero che cercate, se non è verità (e spero vivamente lo sia) pensare che il nostro paese si ciba solo di produzioni preconfezionate come i Bastoncini Findus (e quelli son buoni almeno), è cosa giusta che "Zorn" abbia il piacere di girare nel vostro stereo. Lasciate da parte i gusti per una volta e affondate in esso aprendo la mente e andando oltre le note, fatelo vostro.

(HEAVY IMPACT - ITALY)

Già messisi in luce con il buon debut album “Cassandra il Sole che Oscura”, gli Eva’s Milk ritornano con “Zorn”, uno sferzante affresco di marcia contemporaneità, una critica a quanto investe la società tutta. Si va dal delirio mediatico messo in primo piano da “Soldati Dell’Aurea Gioventù”, alla vetrina di pura e vana apparenza celata in “Al Tempo Di Caronte”, in un gioco di rimandi che passa da visioni e brandelli surrealisti ad impeti di rabbia. Un lavoro di ottima caratura, capace tanto di ammaliare quanto di farsi portatore di alcune verità che spesso per comodità, tendono ad essere celate. Distorsione, poesia maledetta e dolorosi impeti di rivolta. Gli Eva’s Milk sono veri e propri cantori dell’inumano che sembra imperare.

(MUSIC ON TNT - ITALY)

Come (ahimè) spesso capita, ancora oggi esiste la cosiddetta fuga di talenti, che trovano altrove maggior fortuna discografica. Esempio lampante, di ciò che soprattutto nel metal accade, sono i Novaresi Eva’s Milk, rifugiati all’ombra della Fuego Records in quel di Germania. Oggi, a tre anni di distanza dal loro full lenght di esordio, tornano indossando una nuova maschera chiamata “Zorn”, un disco duro, consistente e resistente, creato attorno a partiture grezze ed efficaci e ad un songwriting senza filtraggi particolari. Gli sviluppi talvolta ermetici ed oscuri si sposano alla perfezione con una musicalità figlia degli anni 90, in cui emergono striature post grunge, alternative e indie-noise. Ieri non conoscevo gli Eva’s Milk. Oggi conosco gli Eva’s Milk. Ieri ero più povero.

(GROOVEBOX - ITALY)

La musica degli Eva’s Milk suona quasi come il grido di rabbia di chi sta ancora viaggiando disperatamente alla ricerca delle proprie risposte, di chi è profondamente frustrato perchè in questa società non riesce a trovare una propria strada da seguire. Anche in questo loro nuovo lavoro gli Eva’s Milk riescono a ferire l’ascoltatore con la propria ira, esprimono un disagio interiore e trasudano sofferenza da ogni parte ma non si lasciano trascinare completamente a fondo da questo loro lato più oscuro, mantenendosi lucidi ed eleganti. “Turpentine”, “E' Meglio Essere Illucidi”, “Nella Bile” sono brani che uniscono l’aggressività degli strumenti a testi sempre efficaci, incisivi e velenosi, che permettono alla band di colpire più a fondo, con un velo di pessimismo che vuole essere anche uno spunto di riflessione su alcuni argomenti attuali ("Se è vero che c'è un Dio perchè non è mai il mio?"). Gli Eva’s Milk ribadiscono il proprio status di acerrimi nemici del mainstream e lo fanno con un disco intenso e carico di emozioni, un disco che lascia il segno e che per nessun motivo può passare inosservato.

(SOUND MAGAZINE - ITALY)

Ad un concentrato di chitarre elettriche suonate con potenza si aggiunge la forza della parola: l’inferno è l’elemento costante in testi che vogliono costringerci a risvegliarci da quel torpore dell’anima in cui siamo immersi e che ci porterà alla dannazione se non saremo in grado di insorgere (o forse è già troppo tardi perchè siamo “tutti persi in questo Eden, tutti morti in questo Eden“).Rimanendo sempre e comunque fedeli al genere gli Eva’s milk riescono ad alternare suoni sporchi e testi non del tutto comprensibili (“Turpentine“, ad esempio) a ballate meno inquiete tutte rigorosamente in italiano. Un buonissimo miscuglio per una band che ha la stoffa per diventare un fottuto gruppo grunge di tutto rispetto nonostante l’inevitabile lotta contro un panorama musicale difficile e ripetitivo.

(GEIGER - DENMARK)

But the best part is, that Eva’s Milk by no means play themselves into a corner. Despite the much simplified and condensed sound, Zorn opens up towards the future. These Italians proves that they easily can take their music anywhere they want, do whatever they like, and quite possibly and self-confidently succeed with this. This is for sure a band on fire – and a burning release – if I ever heard one. Please come to Denmark as soon as possible.

(INDIE ROCK MAGAZINE - CANADA)

Ominous clouds hover over Novara, Italy. Eva's Milk, is an independent grunge band that sings about the dark underbelly of society. This is evident with the track "Turpentine, which is from the latest CD "Zorn" released summer 2010. A loud rant about being trapped in an unforgiving society. A person is lonely and wonders if his/her life will ever improve. This track features screaming vocals and loud, "grinding" grunge riffs. These features bring out the dark tone of the song. Eva's Milk is grunge music at its finest. No apologies!

(ROCK TIMES - GERMANY)

Che la band abbia ancora scritto i testi nella loro lingua madre pare indicare che il loro mercato principale sembra destinato a rimanere in Italia, anche se i tre in questi ultimi anni sempre di più in Europa hanno avuto giudizi molto positivi (anche per delle riviste molto importanti). Canzoni forti, arrangiamenti abili ed emotivi sulle montagne russe della "rabbia", modalità di scrittura che rimanda a paesaggi sonori insoliti. E’un album che cresce ad ogni passaggio. Speriamo che gli Eva’s Milk vengano al più presto a suonare in Germania per convincerci in maniera definitiva sulle loro potenzialità.

(METAL BLOGGER - GERMANY)

Il frequente tatto nel cambio dei suoni ti fa divertire, le canzoni sono composte in maniera eccezionale, il disco è davvero riuscito splendidamente. Molto ben "mischiato" e molto vario. Le radici italiane sono un'ottima variante rispetto alla scena inglese della maggior parte delle band metal. La bonus track chiude silenziosamente e tranquillamente l'intero cd e lascia dentro un sentimento come se ti appartenesse. Consiglio: comprarlo, ascoltarlo alto, leggere i testi, comprare un dizionario di italiano:-)

(NOIZZ WEBZINE - SPAIN)

L'ascoltatore è visto circondato da un alone di sensazioni, che è quello che conta alla fine di un disco. Quindi, se se si desidera che la musica sia fatta con sentimento e senza complicazioni questo disco di cui stiamo parlando è da non perdere. E i temi sono ombre colorate molto scure, come le acque con il quale Caronte traghetta le ombre vaganti. I testi sono in italiano e si adattano molto bene alla musica della band, dandogli personalità. Ma ciò che è certo è che se volete qualcosa al di fuori del circuito commerciale ecco una band che potrebbe interessarvi.

(ROCK AND ROLL ARMY - SPAIN)

Zorn è composto da dieci canzoni disagio marcato e oscurità. Opprimenti ambienti musicali accompagnati da testi che descrivono la miseria umana del nostro tempo. La loro è una sorta di suono che rimanda a quello dei primi Nirvana (E'meglio essere illucidi è un esempio chiarissimo). L'uso della lingua italiana contribuisce ad un suono che suona davvero cool.